DALLA PENA DI MORTE ALL’ERGASTOLO


Negli ultimi mesi in diversi comuni croati e` nato un flebile dibattito sulla tematica del randagismo e sulle possibili soluzioni.

Attualmente la maggioranza dei comuni croati prevede come unica soluzione al randagismo la soppressione dei cani trovati vaganti.

Molteplici sono state le proposte di realizzazione di canili di diverso genere da associazioni e privati,  proposte mosse in alcuni casi da interessi economici come purtroppo spesso accade.

La proposta che prediligono le istituzioni e` quella della realizzazione di un grande canile regionale, purtroppo anche alcune associazioni forse per disperazione o per ignoranza appoggiano questo genere di canile.

In particolare alcuni sindaci tra cui quello della citta` di Albona si sono espressi favorevolmente sui giornali riguardo alla realizzazione di un canile regionale nella periferia della citta` di Pola.

L’idea di realizzare e gestire  un canile in questa localita` e` stata avanzata da un reduce della guerra di indipendenza della Croazia, ex-veterinario in un allevamento di maiali caduto in depressione dopo la guerra.

Ottime credenziali per le istituzioni, lo stato non si dimentica mai di chi ammazza in nome della bandiera. In Croazia come in altri stati i reduci godono di molto rispetto e sono favoriti dalle istituzioni.

Purtroppo in gran parte dei casi chi gestirebbe questi canili avrebbe queste  stesse credenzialita`: ex-veterinari, tecnici veterinari che lavoravano in allevamenti intensivi o persone che per interesse economico o motivi personali hanno accumulato molti cani in fatiscenti strutture…

Anche l’ubicazione del canile regionale e` molto emblematica, questo sarebbe realizzato nelle vicinanze della discarica della citta` di Pola, in fondo per le istituzioni la discarica e il canile avrebbero lo stesso scopo: allontanare dagli occhi e dalle menti i prodotti della nostra societa`, sofferenza di esseri indifesi e distruzione della natura soffocata dai prodotti del consumismo.

Sicuramente il randagismo ha tra le sue cause un distacco dalla natura che ragginge i suoi massimi livelli nel fenomeno dell’inurbamento come anche la produzione di nocivita`, di rifuiti di ogni genere.

E` importante sottolineare che questi grandi canili regionali non porterebbero alla fine delle soppressioni; chi propone questi canili non chiede mai la fine delle soppressioni o un cambiamento della legge che prevede le soppressioni.

Questi grandi canili diventerebbero degli inghiottitoi dove migliaia di cani sarebbero condannati all’ergastolo, ovviamente visti gli interessi economici dietro questa struttura la gestione sarebbe privata e assegnata grazie ai soliti rapporti di clientelismo; i volontari in questo caso sarebbero esclusi ed impotenti difronte al numero di cani rinchiusi.

Anche le adozioni diventerebbero impossibili perche´ il posto sarebbe isolato, lontano dal pubblico e le visite regolamentate dai gestori . Chi gestira` questi canili avra tutto l’interesse ad accumulare piu` cani possibile per chiedere finanziamenti ai comuni e alla regione. Se poi i finanziamenti non bastano e i cani sono troppi c’e` sempre la soppressione.

In diverse localita` della Croazia ci sono gia` stati esempi simili, canili gestiti da privati dove i cani venivano rinchiusi a centinaia, superato un certo numero i finanziamenti venivano meno e allora tutti i cani del canile venivano soppressi.

Come gruppo Un mondo sbagliato abbiamo avanzato una proposta alle istituzioni con le quali siamo disposti ad un dialogo ma a nessun compromesso.

La nostra proposta pone in analisi le cause che portano al fenomeno del randagismo, proponendo prima di tutto una soluzione strutturale a queste cause.

Noi chiediamo di realizzare un piccolo rifugio locale gestito interamente da volontari in cui il denaro pubblico entri solo sotto forma di servizi (sterilizzazioni, microchip, vacini  e  cibo ).

Questo rifugio deve sorgere in un contesto nuovo in cui siano venute meno almeno in parte le cause del fenomeno del randagismo tramite la sesibilizzazione della popolazione, obbligo di microchippatura per i cani sul territorio, anagrafe canina pubblica e sterilizzazioni.

Il rifugio dovrebbe essere solo un luogo di passaggio per l’adozione. Allo stesso tempo chiediamo l’immediata fine di ogni convenzione tra comuni e canili sanitari privati dove i cani sono soppressi.

La nostra proposta e` gia` stata presentata pubblicamente sulla stampa locale ma fin ora l’unica risposta e quella del vicesindaco di Umago, secondo il quale la nostra soluzione non e` realizzabile perche´ il terreno che utilizeremmo non e` edificabile e i costi per il comune sarebbero troppo elevati circa 200.000 euro secondo gli esperti del comune.

La risposta del vicesindaco considera solo parzialmente la nostra proposta considerando solo la realizzazione del rifugio a cui risponde con insensate argomentazioni, prima di tutto per realizzare dei box e dei recinti non e` necessaria nessuna concessione edilizia e poi non abbiamo chiesto denaro per la realizzazione della struttura ma solo i permessi e gli allacciamenti alla rete elettrica ed idrica. La spropositata cifra e` assurda ed ha il solo fine di metterci in cattiva luce con l’opinione pubblica locale che considererebbe tale spesa un sperpero di denaro pubblico. In realta` le spesse del comune sarebbero pari alle attuali, quello che oggi il comune spende per le soppressioni verrebbe speso per il cibo, le sterilizzazioni e i microchip.

Ballata dell’ergastolano

Si muore tutti i giorni
per tornare di nuovo
a morire ancora:
l’ergastolano non può guardare
in faccia il futuro, può solo
guardare il tempo che va via.
Il suo futuro è tutto scritto
Una lenta agonia senza rimedio
che dura un’intera vita
E che rende innocente
chi è colpevole.

Si muore tutti i giorni
per tornare di nuovo
ancora a morire:
l’ergastolano tira a fare sera
e a fare mattino,
uno strano fantasma
che non riesce a morire
una persona che c’è e non c’è
che non ha più una vita propria
perché non appartiene più a se stesso.


Si muore tutti i giorni
per tornare di nuovo
a morire ancora:
la pena dell’ergastolo
ti mangia l’anima, il corpo
il cuore e l’amore
L’ergastolano non pensa
al futuro perché pensare
al futuro, ha senso solo se
se si ha futuro:
lui non sa più chi è
dov’è, ne dove va’.

Si muore tutti i giorni
per tornare di nuovo
a morire ancora
L’ergastolo è una vendetta
la vendetta dei forti, dei vivi.
è una corsa della morte
con la morte, per la morte.

Si muore tutti i giorni
per tornare di nuovo
a morire ancora:
L’ergastolo distrugge
più dei nostri reati.
L’ergastolano non ha nessun domani
Ha solo un passato che non passa
È come essere morti
prima di morire.

Carmelo Musumeci
Carcere di Spoleto – novembre 2007

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~ di unmondosbagliato su 31 gennaio 2010.

4 Risposte to “DALLA PENA DI MORTE ALL’ERGASTOLO”

  1. Condivido il vostro progetto ma troppo onesto per essere accettato da questo sistema sbagliato SENZA CAVALLO DI RITORNO chi mai lo prendera’ in considerazione?PERSEVERATE dobbiamo cambiare questo mondo sbagliato e immorale.

  2. novita’ sul vs progetto? posso postarlo su fb o e’ superato…?

  3. non è giusto,è un ingiustizia e chi lo farà è uno stronzo,e se la vedrà con me

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