SCOPERCHIATO IL VASO DI PANDORA

Le minacce non ci spaventano, andiamo avanti

Giovedi 11 febbraio sono stati adottati gli ultimi due cani che dovevano essere soppressi allo scadere dei due mesi di detenzione al canile sanitario di Parenzo: un setter ed un pastore croato.

Per questi cani moltissime persone si erano mobilitate in Croazia e in Italia cercandogli un adozione e protestando contro le soppressioni all’ interno del canile sanitario di Parenzo.

Nel canile sanitario di Parenzo i cani sono soppressi come in molti altri canili sanitari croati.

I canili sanitari convenzionati con i comuni per il servizio igenico, come quello di Parenzo ricevono dei finanziamenti per la cattura, la detenzione per due mesi e la soppressione dei cani trovati vaganti e non muniti  di microchip, a meno che non siano adottati.

Il tutto e` regolamentato dalla legge per la protezione degli animali del 2007.

Come attivisti dell’associazione OASA di Umago in collaborazione con molti gruppi, individui ed associazioni  lottiamo per salvare questi cani dalla soppressione.

Entriamo nei canili sanitari come quello di Parenzo facciamo le foto ai cani per poi cercargli casa, il tutto chiedendo la collaborazione e l’aiuto dei gestori dei canili. Aiuto e collaborazione che non abbiamo mai ricevuto nonostante diverse promesse.

Il tutto viene fatto con il permesso dei gestori e la stretta sorveglianza del direttore o dei veterinari della struttura.

Nonostante la mancanza di collaborazione abbiamo saputo da fonti all’interno delle istituzioni comunali di discorsi positivi sul nostro operato fatti proprio da chi gestisce il canile sanitario di Parenzo.

Sicuramente il nostro operato in alcuni casi e una buona pubblicita` per queste cliniche veterinarie che possono affermare che all’interno della loro struttura i cani sono adottati.

Ma se i cani sono adottati e` solo grazie al nostro intervento, da quello che abbiamo pututo vedere in quest’ultimo anno d’attivita` pochissimi sono i cani adottati direttamente nel canile sanitario da privati cittadini.

Abbiamo sempre chiamato i veterinari per sapere se c’erano cani all’interno della struttura, ci siamo recati a fotografare i cani dopo aver chiesto appuntamento ai veterinari gestori, abbiamo microcchipato e vacinato i cani sempre a nostre spese.

Non ci e` mai stato applicato uno sconto o trattamenti particolari, nonostante avessimo chiesto che il denaro pubblico dei comuni per la detenzione e la soppressione dei cani venga usato per la chippatura e il vacino antirabbico quando i cani sono adottati.

Ma la nostra attivita` per salvare questi cani non fa sempre piacere a chi gestisce queste strutture, non e` una bella pubblicita` uccidere dei cani.

Tanto che il direttore della stazione veterinaria di Parenzo ha minacciato telefonicamente di denunciare una nostra attivista per la pubblicazione di un articolo sui cani a rischio soppressione a Parenzo.

Articolo pubblicato probabilmente da qualche persona sensibile al destino di questi cani, aricolo di cui non era a conoscenza la nostra attivista, che si e solo occupata di fare le foto e rispondere alle richieste d’adozione.

Ma probabilmente la verita` non si deve sapere, non si deve denunciare la soppressione dei cani all’interno di queste strutture.

Uccidere i cani e` un lavoro sporco e deve essere mantenuto nascosto, celato dietro un muro d’ipocrisia.

Da quanto riferitoci durante una telefonata dal direttore del canile sanitario di Parenzo moltissime persone lo hanno contattato lamentandosi riguardo alla soppressione di questi cani, le stesse istituzioni comunali della citta` di Parenzo sono state raggiunte da lamentele riguardanti la situazione dei cani all’interno della stazione veterinaria.

Molte persone si sono mobilitate come mai prima era successo per i cani reclusi a Parenzo, oggi fortunatamente adottati.

Le persone chiamano certamente scioccate dall’uccisione dei cani allo scadere dei due mesi, termini prescritti dalla legge.

Ovviamente il direttore del canile sanitario non puo negare che i cani siano detenuti per due mesi allo scadere dei quali sono soppressi se non trovano un adozione, allora si aggrappa all’unico errore presente nell’articolo riportato sul sito www.ipress.hr: le date di soppressione. Tutte le informazioni sul periodo di detenzione e sulla soppressione ci sono state fornite dallo stesso direttore durante diversi incontri e dai veterinari che operano all’interno della struttura alle dipendenze del direttore.

Sicuramente quelle date di soppressione sono sbagliate ed anticipano di poco quelle reali ma certamente la gente si sarebbe indignata chiamando la stazione veterinaria di Parenzo anche se le date erano corrette, scioccata dalle soppressioni dei cani indifferentemente se queste sarebbero avvenute tra due giorni o tra 20 o ……

Il reale motivo di protesta e indignazione di cui e` certamente consapevole anche il direttore sono le soppressioni in se, il fatto che dei poveri ed innocenti cani vengano soppressi se non trovano casa.

Per fortuna in quest’ultimo anno quasi tutti i cani hanno trovato casa ma se non la trovavano allo scadere dei due mesi, venivano soppressi come previsto indifferentemente dalla bonta` o dalla volonta` dei gestori del canile sanitario. Non accusiamo il personale del canile delle soppressioni ma il sistema che le regolamenta, in primis le convenzioni comunali e la legge nazionale del 2007.

Non abbiamo mai attaccato chi gestisce il canile sanitario a livello personale ma

abbiamo sempre denunciato le soppressione dei cani.

Le informazioni che abbiamo divulgato sono quelle che ci sono state fornite dal direttore del canile sanitario e dai suoi dipendenti, se in rete sono circolate informazioni non corrette non possiamo essere ritenuti responsabili di questo solamente perche´ parte delle informazioni e i contatti facevano riferimento alla nostra associazione.

Certamente le date di soppressione non erano corrette ma non siamo stati noi a pubblicare l’articolo  su www.ipress.hr ne le proteste di cui si e` lamentato il direttore sono state provocate da questo errore.

Non temendo le minacce del direttore, come facciamo solitamente ogni mese, ci siamo recati al canile sanitario per fotografare i nuovi cani a cui avremmo cercato casa.

Erano passate meno di due settimane dall’ultimo cane che avevamo portato via svuotando tutte le gabbie, ma purtroppo erano arrivati gia` molti cani.

La presenza di nuovi cani nella struttura ci era stata segnalata pochi giorni prima da diverse persone.

Quando siamo arrivati stavano pulendo le gabbie, ovviamente nonostante quello che dicono i veterinari responsabili del canile nessun cane viene fatto uscire nel giardino adiacente alla struttura anche durante le pulizie dei piccoli box in cui vi sono rinchiusi.

Si sentivano abbaiare i cani ma non ci e` stato permesso d’avvicinarci per vedere e fotografare i cani.

Quando abbiamo chiesto in portineria d’entrare e` stato contattato telefonicamente il direttore.

Il direttore ci ha comunicato via telefono il divieto d’entrare per vedere i cani  perche´ avevamo divulgato le foto dei precedenti cani rinchiusi in attesa di soppressione.

Secondo il direttore la questione e` «molto delicata» e abbiamo fatto «una cosa molto grave», gli abbiamo voluto fare del male divulgando le foto (parole del direttore).

A questo punto impossibilitati nel fare le foto abbiamo lasciato la struttura.

Il pomeriggio abbiamo contattato il direttore che ci aveva proposto un incontro in un’altra clinica veterinaria dove non ci sono cani, probabilmente per prendere tempo e tentare d’intimidirci.

Abbiamo rifiutato l’incontro e abbiamo contattato il direttore per chiedergli spiegazioni, dando la nostra disponibilita` per un incontro nella struttura dove sono detenuti i cani in modo da evitare inutili chiacchiere e minacce.

Il direttore ha tentato di prendere tempo facendo finta di non capire, rinviando tutto ad un nuovo incontro con anche una veterinaria incaricata di seguire il canile sanitario.

Abbiamo accettato la cosa. Il 10/03/2010 abbiamo chiamato la veterinaria responsabile  per i cani nel canile sanitario come d’accordo con il direttore.

La veterinaria alla richiesta di venire a fare le foto ci ha risposto con un assoluto no, non e` piu` permesso entrare nella struttura.

In oltre ci ha detto che non hanno bisogno di noi per far adottare i cani perche´ hanno gia` molte associazioni che li aiutano e molte richieste da parte di privati.

Non ci potrebbe essere niente di piu` falso, come mai tutte queste fantomatiche adozioni e associazioni spuntano proprio in questo momento, mentre per due anni, fino a gennaio 2010  noi abbiamo fatto adottare tutti i cani rinchiusi nella struttura .

Le adozioni di privati che si recavano direttamente nella struttura erano sporadiche e limitate solo all’adozione di cuccioli, la minoranza dei cani rinchiusi. In questi due anni ci e` stato sempre detto dai veterinari che noi eravamo gli unici a cercare casa a questi cani e che se non fosse per il nostro intervento molti sarebbero stati soppressi.

In alcuni casi abbiamo portato via cani il giorno prima della soppressione o anche il giorno stesso ospitandoli nelle nostre case o in stalli d’emergenza.

L’unica possibilita` che ci ha offerto la veterinaria e l’invio di una mail con le foto dei cani.

Noi abbiamo rifiutato l’offerta, perche´ non potremmo venire noi di persona a fotografare i cani?

Ovviamente se avvessimo accetato l’offerta della veterinaria nessuno ci avrebbe potuto garantire che realmente tutte le foto dei cani ci sarebbero state inviate, in questo caso non avendo nessun ruolo diretto i veterinari ci avrebbero potuto benissimo mentire sulla presenza o assenza dei cai all’interno della struttura come anche sulle soppressioni al di fuori delle date prestabilite.

Non ci sarebbe stato piu` nessun controllo sul numero di cani, sulla loro situazione e sulle soppressioni.

All’interno della struttura tutto deve essere mantenuto sotto controllo nel piu` asoluto segreto, parlando con i veterinari sembra di discutere con dei responsabili di una base militare o di un carcere di massima sicureza.

Come tutte le strutture di reclusione anche il canile sanitario di Parenzo per mantenersi ha bisogno dell’incoscienza/inconsapevolezza della popolazione e del piu` assoluto segreto di cosa avvenga all’interno.

Il direttore ci ha riferito telefonicamente che la divulgazione delle foto ha danneggiato la loro immagine, molte persone, sempre secondo il direttore li considerano dei «killer».

Ma loro si giustificano dicendo che non hanno colpa, questo e` il loro lavoro, questa e` la legge…, sembra che la scusa di ubbidire a degli ordini, di fare solamente il proprio lavoro ritorni continuamente nei momenti piu` bui dell’umanita`; giustificazione adottata da gran parte dei vertici nazzisti durante i processi per lo  sterminio di migliaia di persone.

La stazione veterinaria di Parenzo non preveda piu` la soppressione dei cani catturati per il servizio igenico e nessuno piu` protestera` o chiamera` la struttura, nessuno li considerera` piu` dei killer.

La rinuncia pubblica alla soppressione dei cani sarebbe un’ottima pubblicita` per una struttura cosi attenta alla propria immagine.

Ci siamo sempre mostrati corretti con la clinica veterinaria di Parenzo, percio` non accettiamo nessuna minaccia di denuncia  verso i nostri attivisti, tanto piu` se non coinvolti direttamente nell’accaduto.

La nostra associazione lotta per la salvezza e in difesa degli animali, senza nessun interesse economico o di disinformazione.

Non ci facciamo intimidire e continuiamo a lottare per chi soffre e viene ucciso nell’indifferenza.

L’unica cosa che temiamo sono le ritorsioni sui cani ancora rinchiusi a Parenzo.

Come associazione OAZA chiediamo al direttore del canile sanitario di aprire al pubblico la struttura cosa che gia` si vantano di fare ( forse e` aperta a tutti tranne alla nostra associazione…) e di utlizzare il denaro pubblico oggi impiegato nella  sua struttura per la detenzione e la soppressione dei cani, per microcchippature, vacinazioni anti-rabbia e sterilizzazioni di cani e gatti,  misure piu` efficaci per contrastare il randagismo e la diffusione di focolai di rabbia silvestre.

Se verra` applicata questa soluzione e non vi saranno piu` soppressioni forniremo tutta la nostra collaborazione alla clinica veterinaria di Parenzo.

Associazione OAZA, Umago

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~ di unmondosbagliato su 21 marzo 2010.

3 Risposte to “SCOPERCHIATO IL VASO DI PANDORA”

  1. Ma non vi permettono piu’di salvare i cani? Non vi fanno piu’ entrare nel canile?

    • Proprio cosi , ma ci ribeleremo.
      La cagnolina di Zagabria di cui ci avevi parlato e stata adottata.

  2. E meno male che sono veterinari e dovrebbero salvare gli animali. che delusione di persone… Si, la cagnolina di Zagabria e stata adottata, almeno lei sta bene…auguroni, siete meravigliosi!!!

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