Antispecismo-Liberazione animale

ATTENZIONE

Questo blog si prefigge di promuovere una corretta informazione sul rapporto uomo animali . Non ci possiamo ritenere in alcun caso responsabili per danni, direttamente o indirettamente derivanti dal comportamento dell’utente o di terzi in riferimento all’uso di questo blog.Tutto il materiale in questo blog e copyleft.Niente di quanto riportato in http://www.unmondosbagliato.worldpress.com vuole incoraggiare pratiche illegali.I contenuti di questo blog hanno solo un fine informativo.

Kanellos: il cane anarchico sulle barricate di Atene

(10 maggio 2010)

E’ sempre in prima linea nelle proteste di piazza ad Atene: è un meticcio che sta con i ragazzi del Politecnico della capitale, lì dove il fronte anarchico è più forte. Passeggia tra i banchi durante le lezioni, sta nei corridoi, corre in giardino. E quando ci sono gli scontri in piazza, è sempre fotografato nel cuore della rivolta. Il suo nome, in greco, sta per “cane valoroso”

VIDEO


Gli orsi polari  sono in grave pericolo di estinzione a causa del riscaldamento globale e dell’ inquinamento  , ma tutto questo sembrava troppo poco ad alcuni uomini …!


Il riscaldamento globale, con il conseguente scioglimento dei ghiacci polari, sta seriamente compromettendo la sopravvivenza di molte specie artiche e antartiche. Tra queste, l’orso polare (Ursus maritimus) è senza dubbio la specie icona di questa drammatica situazione: ricordetete come i mass media di tutto il mondo, compresi quelli italiani, si affannarono a descrivere la vicenda dei nove orsi che vagavano alla deriva a causa dello scoglimento del lastrone di ghiaccio che li trasportava (www.corriere.it/cronache/08_agosto_30/orsi_polari_salvare_alaska_f27f779a-768a-11dd-9747-00144f02aabc.shtml qui potete trovare un articolo tratto dal Corriere della Sera).

A colpire gli orsi polari sono anche le sostanze  chimiche che si accumulano con nefaste conseguenze nel tessuto di riserva degli orsi , ultimo gradino della catena alimentare artica(http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/scienza_e_tecnologia/orsipol/orsipol/orsipol.html qui potete trovare un articolo sull’inquinamento nell’artico e le conseguenze sugli orsi ).

A queste gia` drammatica situazione causate dal nostro sistema di sviluppo , si aggiunge un altra causa d’estinzione per questi meravigliosi animali : la caccia.

Nessuno ne parla ma basta fare una veloce ricerca in internet per trovare   chi offre in cambio di una lauta ricompensa la possibilita` di assassinare un orso polare .

La vita di un orso vale 29.0000 dollari , questo il prezzo pagato da ricchi cacciatori  per vantarsi con gli amici di aver sparato ad un animale indifeso che sta tentando di sopravvivere ad un habitat che non riconosce piu a causa del riscaldamento globale e dell’ inquinamento chimico.

Se questi assassigni continuano e` per gli enormi interessi delle societa` internazionali che organizzano le battute di caccia per i loro ricchi clienti.

Non si  puo` continuare a commuoverci difronte ai pietosi servizi televisivi che parlano dell’imminente scomparsa degli orsi bianchi senza fare niente contro chi uccide questi animali per interressi economici o per vanto.

http://www.safariinternational.com

e` il sito della societa` che offre le battute di caccia all’orso bianco canadese ed ad altri animali .

Mostriamo il nostro disgusto difronte a questi assassini e ai loro complici .

Basta poco , iniziamo a scrivere a questa societa` dicendogli quello che pensiamo della loro sanguinaria attivita`( questa e la loro e-mail : info@safariinternational.com ).Non crediamo che ricevere  centinaia di mail di protesta li potrebbe far pentire ma certamente selezionare tutte queste mail puo essere sicuramente fastidioso e magari puo mattere in una certa difficolta il loro sistema di comunicazione con il pubblico .

Sul sito sono publicizati anche diversi collaboratori della Safari International ( guide , riseve di caccia , contatti locali … ) che operano in tutto il mondo. Magari potreste avere la sfortuna di trovarci il vostro vicino di casa o qualcuno che opera nella vostra zona , in tal caso vi suggeriamo di andare personalmenete e cortesemente a dire al diretto interessto cosa pensate della sua attivita.

Ogni piccola azione contro chi sfrutta la natura e` importante, tutto sta alla vostra fantasia.

Questo messaggio non vuole invitare a comportamenti illegali ma semplicemente informare e sensibilizzare le persone sulla drammatica situazione dell’orso polare.

EMPATIA

CORPI

Negli ultimi anni l’uso del corpo nudo, specie quello femminile e` diventato il principale mezzo nelle campagne di  alcune associazioni animaliste come la PETA.

L’uso di questo mezzo non e` mai stato accompagnato da una profonda riflessione, non e` chiaro quale sia la funzione, il fine,  l’agire di questo strumento .

Perche´ la visione di un corpo nudo affiancato da uno slogan ci dovrebbe portare a una riflessione etica sul rapporto tra l’homo sapiens e gli altri animali ? Per altre riflessioni come quelle del rapporto tra generi ci puo` aiutare certamente….

Ma come e perche´ nasce «l’uso del nudo» nel contesto di lotta politico sociale come quello animalista?

Inizialmente un corpo nudo nel contesto pubblico doveva portare nell’osservatore quel senso di smarrimento e confusione, che causa ogni oggetto o situazione fuori da quegli spazi e contesti che gli sono stati riservati dalle norme sociali.

In questo caso la nudita` vista come un tabu`, qualcosa da rilegare nell’intimita`, qualcosa che rimandava ad un contesto ante-civilizzazione poteva portare realmente a una riflessione  sul proprio stile di vita.

Ma questo e` quello che realmente accade oggi nelle campagne animaliste o in generale nell’uso del corpo nudo come mezzo politico?

Oggi la nudita` rimane un tabu`, da rilegare ad alcuni ambiti  ma allo steso tempo il corpo nudo  e` sempre piu` ridotto a  merce di consumo, a bene da scambiare, produrre  e consumare.

Non c’e` stata una liberazione da quella morale religiosa che ripudiava e temeva la nudita`, il mercato ha semplicemene plasmato nuove gabbie virtuali in cui racchiudere i corpi.

Viviamo in un contesto sociale profondamente influenzato dalla morale religiosa e dalle sue norme morali puritane ma allo stesso tempo siamo continuamente bombardati da immagini di nudo che ormai pervadono ogni trasmissione televisiva, ogni pubblicita`, l’importante e` che tutto sia controllato,  contestualizzato dal mercato che insieme alla morale religiosa disciplina le coscienze.

Ovviamente il corpo e` quello femminile, corpo che deve rispettare certi canoni per essere mostrato, per ricordarci ogni giorno che la discriminazione agisce sui corpi plasmandoli. In nessuna di queste campagne compaiono uomini nudi o corpi che non rispondano ai canoni di bellezza estetica,  d’immagine  imposti dal sistema in cui viviamo.

Probabilmente vista l’eccezionalita` susciterebbero piu` scalpore e attenzione corpi maschili o indifferentemente dal sesso corpi  lontani dai  modelli televisivi a cui siamo abituati perche´ continuamente bombardati.

L’uso del corpo nudo nelle campagne animaliste e` quello mercificato e televisivo che  vediamo ogni giorno nella vendita di una merce di consumo o dello stesso corpo.

Nelle campagne animaliste come  quelle della PETA compaiono nude le stesse modelle o attrici, che ritroviamo in serie televisive e in pubblicita` sessiste. Qualsiasi sia il messaggio che si vuole far passare, diffondere la realta` e` sempre la stessa: si riduce a oggetto, a mezzo un essere vivente indifferentemente dalla sua individualita`, dal suo pensiero o dalle sue possibilita` d’agire.


Queste immagini possono solamente nascondere, sommergere nella mercificazione quei messaggi  di cui vorrebbero essere portatrici queste associazioni. Qual’e` il senso di esibire un corpo nudo di un’attrice nella lotta contro le pellicce o contro l’industria della carne, ha forse il messaggio etico che si vuol propagandare lo stesso valore di una qualunque pubblicita` televisiva?  Il mezzo e` lo stesso e spesso anche la persona che si spoglia e` la stessa.

«Uso del corpo» esibito, mercificato, venduto, tagliuzzato, esposto, decostruito o costruito e` alla base dello sfruttamento di qualsiasi essere umano o non umano.

I corpi degli animali che devono rispondere a criteri estetici sono continuamente esibiti, confrontati e selezioneti per il loro aspetto, l’esempio piu` lampante e` quello delle mostre di  animali, mostre  cinofile, suine, bovine…piu` sono grandi le mammelle di una vacca selezionata per la produzione di latte piu` punti riceve nelle mostre bovine …… l’industria che fa uso di animali umani non ha criteri molto differenti.

L’idustria della carne e` un continum di processi di selezione e trasformazione di corpi che devono perdere la loro individualita`, la loro forma per diventare merci.

Per questo campagne sessiste e mercificatrici dei corpi nudi come quelle della PETA devono essere rifiutate e considerate al pari della pornografia e di ogni altra forma di mercificazione di corpi animali.



INVESTIGAZIONE SULL’INDUSTRIA DELLA PELLICCIA IN NORVEGIA


Per ulteriori informazioni
 www.campagnaaip.net

BASTA ANIMALI  IN VETRINA


Firma la petizione promossa da Amici Animali Trieste , per accedere alla petizione clicca qui


Su 400 razze, 350 le patologie ereditarie. Dalle difficoltà respiratorie dei bulldog ai tumori alle ossa degli esemplari di grandi dimensioni
La sindrome dei cani-bambola

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Più belli ma anche più malati: la selezione genetica li rende fragili
paillette e tappeti Al concorso di New York oltre 2.600 partecipanti trattati come star
“Spesso a dettare la scelta di un cucciolo sono regole estetiche o addirittura la moda”
Il pedigree non c´entra con l´intelligenza, ogni animale va considerato un caso a sé

ELENA DUSI
ROMA – È l´equivalente di Miss Mondo, ma le star hanno quattro zampe e una coda. Bevono acqua minerale e alloggiano in un albergo a cinque stelle che riserva loro un tappeto rosso all´ingresso. Il Westminster Kennel Club Dog Show, il concorso di bellezza canino più importante del mondo, ha portato ieri a New York 2.622 partecipanti, di cui quasi 200 cuccioli, provenienti da 48 stati d´America. Suddivisi in 165 razze, con il partecipante più piccolo che pesa un chilo (un chihuahua) e il più grande che arriva a 55 (un danese). I cani – ma soprattutto i loro padroni e allevatori – si contendono oggi l´alloro di animale più bello d´America.
Paillettes, peli lucidi e nastri rossi in questi cani rendono opaco il confine tra natura e mano dell´uomo. Con il corollario che nel creare cani-bambola, i cromosomi della bellezza selezionati dagli allevatori si portano dietro anche quelli relativi a determinate malattie ereditarie. Così alle 400 razze circa conosciute oggi ineriscono 350 patologie genetiche, dalle difficoltà respiratorie dei bulldog e dei pechinesi (provocate dal muso schiacciato) ai tumori delle ossa dei cani di grandi dimensioni fino all´atrofia della retina per i setter irlandesi o l´artrosi delle zampe posteriori dei pastori tedeschi.
La maggior parte di queste malattie sono dovute a mutazioni genetiche di tipo recessivo, e quindi si manifestano solo raramente. Ma l´abitudine di alcuni allevamenti di incrociare cani dalla parentela troppo stretta le ha rese comunque evidenti, tanto che nel 2004 la sezione britannica del Kennel Club ha avviato uno screening genetico dei cani di razza e delle loro malattie. Obiettivo: avere un quadro più chiaro del legame fra selezione spinta e rischi per la salute degli animali.
«Spesso a dettare la scelta di un cane sono regole di tipo estetico, o addirittura legate alle mode» sostiene Elisabetta Piva della facoltà di veterinaria dell´università di Bologna. «Ci si innamora del Dalmata e lo si rinchiude in un appartamento, senza sapere che questi cani sono stati selezionati per correre accanto alle carrozze e soffrono se si limitano a qualche uscita al guinzaglio». Anche i Beagle nascono come cani da caccia e adorano fare le corse pazze attraverso la campagna. I labrador hanno fama di cani giocherelloni e adatti alla compagnia dei bambini, ma subiscono uno stress forte fra le mura di un appartamento. I piccoli cani da compagnia assommano molti caratteri infantili (corpo minuto e occhi grandi) ma tendono ad abbaiare nevroticamente per attirare l´attenzione. «Rispetto ai meticci, i cani di razza presentano caratteri più standardizzati, ma non è detto che siano meno simpatici o intelligenti. Tracciandone la storia selettiva, si conosce grosso modo che tipo di amici saranno, mentre con i cani incrociati è tutta una sorpresa» aggiunge Piva.
Il derby dell´intelligenza fra meticci e cani di razza sembra però destinato a finire in parità. «L´intelligenza nei cani si manifesta sotto forma di capacità di attenzione, sensibilità, comprensione dei comportamenti umani. Non è vero che esista una differenza assoluta fra le varie razze, o fra individui di razza e meticci. Ogni cane è un caso a sé, anche perché la selezione naturale nel corso dei secoli ha premiato i caratteri estetici e morfologici, trascurando quelli del carattere» sottolinea Stefano Cinotti, preside di veterinaria all´università di Bologna. «I cani da secoli hanno sviluppato un livello di comprensione unico nei confronti dell´uomo. Certo, i bastardini hanno un innegabile surplus di simpatia, ma che siano più intelligenti non c´è proprio nulla che lo dimostri».

Articolo da “La Repubblica ” del 14 febbraio 2006

“NON SI VENDE LA TERRA DOVE CAMMINA UN POPOLO”

Cavallo Pazzo

lotta

Mentre in Italia apatiche coscienze dibattono sulle vicende sessuali di Berlusconi e  sulle sue veline , in Peru` si sta compiendo l’ennesimo massacro contro la popolazione indigena e contro la selva dell’Amazzonia.Il massacro delle popolazioni indigene peruviane e` solo l’ultimo atto di una lunga storia di genocidi delle popolazioni native e di stupri della natura.

Massacri , genocidi , leggi , stupri ,  devastazioni , saccheggi contro animali umani e non umani apparentemente diversi e distinti , ma in realta` rappresentazioni ed espressioni della stessa ideologia : l’ideologia del dominio.

L’ideologia del domino: espressione e giustificazione del colonialismo, dello sterminio dei popoli nativi e degli animali.

Gli animali e le piante devono essere domesticati , le foreste devono essere rese terre fertili , i fiumi reggimentati e le popolazioni che non si riconoscono in quest’ideologia devono essere civilizzate o sterminate perche´ immorali o incapaci di decidere della loro storia.

Tutto cio` che e` libero e selvaggio deve essere percepito come un pericolo, una minaccia , cio` che non e` soggiogato mina l’intero sistema. Gli animali , la natura devono essere dominati per dominare gli uomini . Se non ci sono terre di proprieta` o animali sfruttati non ci possono essere schiavi per lavorarle , servi per proteggerle e non ci possono essere richezze da accumulare per creare discriminazioni tra gli uomini.

Serve la discriminazione tra uomo e animali non umani per creare la discriminazione tra i diversi uomini e con essa ogni forma autoritaria fino ad arrivare allo stato moderno.

Le descriminazioni permettono lo sfruttamento che permette la crazione delle ricchezze e delle distinzioni tra uomini , differenze che devono essere mantenute ad ogni costo.

Le popolazioni autoctone di molte regioni del mondo non pervase dall’ideologia del dominio legata spesso alle religioni monoteistiche e alla filosofia europea  veicolate dal colonialismo in tutto il mondo, conservano elementi culturali e stili di vita opposti a questa cultura del saccheggio della natura.Queste culture conservano ancora un rispetto per la natura , vista come qualcosa che permette la vita , qualcosa da cui tutti dipendiamo a cui siamo legati indissolubilmente.

A spaventare l’ideologia del dominio incarnata in stati , multinazionali, sistemi economici non sono certamente le lance degli indigeni, le manifestazioni reppresse nel sangue o tantomeno le false leggi che dovvrebbero proteggere queste popolazioni , a spaventare e` il loro stile di vita che non prevede sfruttamento, la domesticazione della natura e` un sistema economico produttivo di mercato.

Lo dice la stessa Banca Mondiale, il sistema agricolo di molte di queste popolazioni basato sull’ autosufficenza e` sicuramente sostenibile e fornisce tutte le risorse per la loro sopravvivenza ma non permette un’economia di mercato percio` dovrebe essere cambiato e idirizzato verso un sistema di mercato.Lo stesso governo peruviano giustifica la violenta reppressione del popolo indios  che ha portato a decine di morti e centinaia di feriti dicendo che questi con la loro opposizione allo sfruttamento della selva limitano lo svilluppo del paese.

Svilluppo insostenibile , sempre piu` veloce  fino allo schianto  con la ralta` della limitata capacita` portante del pianeta che stiamo divorando.

Oggi il 70% delle foreste amazzoniche e` distrutto per lasciare posto a pascoli o a coltivazioni per l’allevamento bovino , il tutto per saziare la nostra voracita`.

Questo sistema di sviluppo ha per fondamenta millioni di cadaveri di animali umani e non umani.

Se l’esegutore materiale del massacro degli Indios di questi ultimi giorni e` il governo peruviano, i mandanti sono tutti coloro che continuano a mangiare esseri innocenti nella piu` totale indifferenza e a chiedere sempre piu` carne.

Non e piu` accettbile che un’ipocrita schiera di democratici continui a parlare di diritti umani mentre divora il pianeta alimentandosi nell’indifferenza di milioni di animali.

E troppo facile dire di combattere per i dirritti umani, contro gli stati, contro l’imperialismo e poi sostenere nella propria quotidianita` uno stile di vita che e` alla base di cio` che diciamo di combattere.

Solidarieta` a tutti gli animali umani e non umani oppressi!

Gruppo Un mondo sbagliato


Influenza suina: a chi giova tutto ciò?

bacio_mascherine

 


“Per fermare la febbre suina che si sta diffondendo rapidamente nel mondo, per scongiurare il pericolo di nuove ondate di Sars o di altre epidemie di origine animale basterebbe modificare i sistemi di allevamento intensivi, ormai riconosciuti come causa scatenante delle pandemie ma ancora praticati senza limiti in tutto il pianeta”

…così ripeton tutti…

La sindrome della febbre suina che dal Messico si sta espandendo nel resto del mondo non è altro che la ‘vecchia’ influenza aviaria che ritorna, o meglio, che non è mai andata via. Semplicememente oggi si utilizza una definizione diversa in quanto il virus chiamato in causa adesso nella formula specifica è l’H1N1, mentre ricorderete che il famigerato virus dell’aviaria era l’H5N1.
Non che l’ennesima possibile pandemia planetaria non preoccupi legittimamente: si tratta infatti dello stesso agente virale che aveva causato la famosa ‘spagnola’, l’influenza che ha ucciso più di cento milioni di persone in tutto il mondo subito dopo la prima guerra mondiale. Tuttavia – completamente eluso dal dibattito pubblico – resta l’inquietante interrogativo “a chi giova tutto ciò?”…chi trae profitto dalla comparsa – a intervalli sempre più ravvicinati- di queste minacce?
Per una volta vogliamo parlare degli animali non in funzione del ruolo di merce che gli uomini hanno affibbiato loro.
Ancora una volta vogliamo evidenziare che l’origine dei drammi sta nella loro reificazione e nel rubare loro la libertà.

RIFORMARE I LAGER?

Quasi tutti oggi stanno riconoscendo – a parole – le responsabilità del sistema intensivo di allevamento così come del grande numero di animali allevati per grandi consumi. Le reazioni degli enti ‘più rappresentativi’ si accavallano più o meno sulla stessa linea politica: ci vuole più controllo, controllo, controllo!
La Lav chiede che si riformi il sistema intensivo di allevamento, che causa stress agli animali e comporta massicci e costosi interventi terapeutici, attraverso scelte rigorose per il miglioramento del benessere animale. Prosegue cioè sulla sua strada: ‘ridurre’ (e non esplicitamente ‘eliminare’) la sofferenza animale insistendo sui correlati svantaggi per gli umani.
Legambiente richiede anch’essa di modificare i sistemi di allevamento intensivi, limitandosi ulteriormente ad un richiamo all’applicazione delle leggi vigenti. L’attenzione si sposta così sulla somministrazione forzata, da parte dei colpevoli cattivi-allevatori, di cibo sottoforma di mangime contaminato dalla chimica, puntando tuttavia il dito sul fatto che il modello di allevamento intensivo industriale prevede la produzione di carni e derivati animali attraverso un vero e proprio sistema di detenzione in edifici di cemento di migliaia di animali ivi stipati (con il merito di allargare la questione anche ai derivati animali caseari ed ovaioli).
Le associazioni dei consumatori chiedono invece solo maggiori garanzie sulla tracciabilità dei prodotti alimentari: “Va assolutamente evitato l’effetto psicosi, che potrebbe danneggiare l’economia delle famiglie e delle imprese del settore – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – ma il problema non va sottovalutato. E’ comunque urgente estendere la normativa sull’etichettatura e la tracciabilità anche alle carni di suino. Per gli insaccati, deve essere indicata la provenienza di tutte le carni utilizzate, non solo la sede di lavorazione. In Italia si importano prodotti provenienti da altri Paesi europei che non rispettano le severe norme di produzione vigenti nel nostro Paese. Prodotti per cui, ad oggi, non è garantita né la tracciabilità né l’etichettatura”.
La classe politica sostanzialmente si allinea alle considerazioni delle sue categorie principali elettrici, confermando che per i partiti la gente corrisponde alla massa consumatrice. Li vediamo riprendere a banchettare salumi in mondo-visione, come successo al Premier Berlusconi al congresso della Coldiretti. Lo slogan è sempre lo stesso: “Confortare i consumatori e difendersi dalla solita, incombente, prorompente, sorpassabile, allettante crisi finanziaria.”

Noi ci sentiremmo imperdonabilmente ingenui se mancassimo di rilevare che ogni malattia/incidente che si materializza sul cammino inesorabile del sistema capitalistico offre ai suoi promotori e sostenitori l’opportunità di riproporre le vincenti dinamiche di rilancio economico e ideologico che lo hanno condotto al suo apice storico.
La popolazione attualmente può sentirsi più sicura nei confronti delle epidemie che minacciano la salute a causa del miglioramento generale delle condizioni di vita, ma non può d’altra parte difendersi dalle celate monovre dei potenti, che nel caso specifico individuiamo in primis in coloro che sono alle prese con la nuova corsa per l’accaparramento della ‘Cura’, le case farmaceutiche.
Il virus H1N1 ha subìto una trasformazione e ha assunto la capacità di contagiare non solo i suini ma anche gli esseri umani, ha cioè compiuto ‘il salto di specie’. La trasmissione avviene tramite gli escreti, cioè il catarro bronco polmonare e le feci e non più con il cibarsi di carne come con i volatili. Tramite gli escreti il virus, di cui non è stato comunicato il potere infettante, cioè quanto virus occorre per trasmettere effettivamente la malattia, può diffondersi e permanere nell’ambiente. Se gli individui sono immunologicamente deboli saranno colpiti in maniera più grave. Da qui l’inarrestabile paura che occulta il bisogno urgente di consapevolezza…
In queste ore dai media però ci viene giurato che è pronto il rimedio: terapie a base di Tamiflu per tutti coloro che tengono alla propria salute! E subito si corre ai ripari, con l’infausto risultato che, nell’affanno generalizzato, il problema si sottrae all’osservazione delle sue radici.
Si deve sapere che il Tamiflu non è stato giudicato a livello scientifico avere grandi poteri contro i virus ciò nonostante con l’influenza aviaria, nei cui confronti non è stata ugualmente accertata la sua utilità, ha conosciuto una fortuna tanto alta e incredibile che ha portato ad esaurire tutte le scorte, fino a quel momento invendute, ed ha garantito profitti di miliardi di euro ai suoi produttori. Tanto grandi che solamente il neo-con Donald Rumsfield, che possedeva azioni della ditta che per prima aveva sviluppato il principio attivo del Tamiflu, ha guadagnato un milione di dollari. Dopo un rallentamento delle vendite di alcuni anni ora la nuova sindrome promette di rinnovare i fasti commerciali del Tamiflu.

VOCI ANIMALI

In sintesi, mentre assistiamo sgomenti ai telegiornali a come milioni di persone siano disposte a indossare 24 ore al giorno una mascherina senza apparentemente chiedersi il reale motivo per cui questo accada, le istituzioni e le associazioni para-istituzionali si ritagliano il proprio pezzettino di autorevolezza di settore, esibendo l’insulso ritornello a cui siamo abbondantemente abituati “Tranquilli, noi lo avavamo previsto!”.
In questo marasma di auto-lodi e bugie qualche sprazzo di sensibilità verso le prime vittime, gli animali, è pur emerso, se non altro perchè a suggerire un’inclinazione etica sono state le immagini terribili degli allevamenti circolate di sfondo ai servizi dei tg. Ma ancora una volta  viene messo a tacere, o abilmente sfumato da asettici comunicati di dati statistici, l’urlo silente che si leva dalle catene di smontaggio dei mattatoi dove sangue , grida ,budella,rumini , corna si mescolano nel fragore di macchinari automatici e automi umani che stordiscono, sgozzano, sventrano scuoiano .
Sfumato l’urlo furioso degli animali umani che sanno che la vera pandemia è la diffusione incontrastata delle logiche di morte e sfruttamento.
Ignorato l’urlo disperato degli animali non umani , vere vittime indifese da sempre, messe al mondo per essere sfruttate e ammazzate
Purtroppo anche questo incidente di percorso verrà ingurgitato dal sistema che ne uscirà ancora più rafforzato; non dobbiamo aspettarci che le storie di questi eventi provochino necessariamente e autonomamente uno sbocco positivo utile al superamento delle loro pre-condizioni.
Di fronte ad un panorama desolante che non vede nemmeno le autorità sanitarie occuparsi minimamente di intervenire per contenere l’espansione dei lager in cui nascono i virus (anzi li sostengono con ingenti contributi pubblici)…
Di fronte al fatto che i sistemi zootecnici (industrializzati o biologici che siano: a noi che caldeggiamo un riferimento all’etica interspecifica non interessa in modo fondante tale differenziazione per il contenuto della nostra critica, perchè la gravità e il portato di una prigione, gestita per di più da macellai, non si misura sul numero delle infezioni che produce…) siano ritenuti una necessità in quanto le richieste dei consumatori e dell’industria sono di avere sempre maggiori quantità di cibi di origine animale…
Di fronte a tutta questa crudeltà, indifferenza e ipocrisia, è chiaro che i cosiddetti cittadini che partecipano alla devastante tragedia animale faticano ad riscoprirsi persone sensibili e pensanti e tendono a girarsi dall’altra parte. E’ certo importante comprendere che sono anche loro a indurre quei sistemi che critichiamo con la richiesta di carne e derivati e che il loro comportamento di fatto genera una delle prime cause delle pandemie sanitarie e genocide ricorrenti.
Tuttavia, fermarci all’esortazione della vaga speranza di un cambiamento sociale non indotto con le lotte contribuirebbe anche da parte nostra a confidare eccessivamente in quello che ci anima, senza coinvolgerci abbastanza.

Una dimensione etica antispecista, che promuove l’ugualianza fra le diverse specie animali, non potrà emergere sulle onde del destino in un contesto sociale che strenuamente non lo comprende e lo osteggia! C’è bisogno di chiarezza e determinazione per dar voce a chi non ce l’ha!

Se non riusciranno buona parte di coloro che si indignano periodicamente per la falsa e ingannevole informazione di sistema a convergere in un ambito di radicale opposizione alla mercificazione degli esseri senzienti saremo costretti a ritrovarci, in futuro come oggi, pressochè silenti e soli…demoralizzati e soli con la nostra desolazione, inermi nella timida condivisione dell’immenso dolore degli animali…cosa che non è sufficiente ad alleviare la sofferenza del mondo morente se non nella solidarietà che al momento possiamo scambiarci per piangere insieme.

EmpatiAnimale segnala e prende parte al corteo del Veggie Pride previsto il 16 maggio a Milano, per affermare la scelta di non mangiare animali, senza se e senza ma.
Per conoscere il progetto politico del VP visita il sito http://www.veggiepride.it

Se lo condividi, fai circolare questo comunicato.
Per contatti: empatia.animale[chiocciola]gmail.com

Comunicato tratto da  http://empatia.noblogs.org/


Influenza suina, influenza aviaria: facce della stessa medaglia

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Ci risiamo l’influenza colpisce ancora. Ma nessuno si preoccupa del ruolo degli allevamenti intensivi nella genesi delle pandemie

Possiamo dedurre che eventi epidemici di grandi dimensioni territoriali e di rilevante gravità sanitaria possono evolvere dall’affermarsi di ceppi virali geneticamente ibridi tra quelli umani e quelli aviari in cui ci sia la presenza combinata di siti antigenici parentali per cui la popolazione dimostri una copertura immunologica scarsa; tali ceppi possono originarsi dal riassortimento genico tra virus umani ed avicoli che può avvenire quando si ha la contemporanea presenza dei sottotipi parentali in “frullatori” quali il suino, ospite sensibile ad ambedue i ceppi, o l’uomo infettato accidentalmente da virus aviari a causa delle condizioni epidemiologiche degli uccelli da allevamento e dalla normale influenza. Su base storica si può ipotizzare una frequenza di pandemie influenzali di tre o quattro volte per secolo con l’insorgenza di questi nuovi sottotipi virali ad alta trasmissibilità interumana per cui, pur non essendo prevedibile la sua comparsa, è possibile, vista la distribuzione negli ultimi decenni del ‘900 e le infezioni umane descritte dal ‘97, un nuovo episodio entro pochi anni “(Cazzola).

La sindrome della febbre suina in Messico non è nient’altro che la ‘vecchia’ influenza aviare che ritorna, dal momento che non è mai andata via.
Non si capisce perché adesso si utilizzi una definizione diversa da quella ormai consueta di influenza aviare, in quanto il virus chiamato in causa adesso è l’H1N1 ovvero un Ortomixovirus, un tipo di virus che si contraddistingue per avere moltissimi sottotipi, fatto che ha portato a identificare le diverse varianti con le due lettere H e N e una serie di numeri per ogni lettera, 1,2 3, ecc. Il virus dell’aviare era H5N1 quello odierno, come detto, H1N1.

Per un caso non tanto strano, se la tipologia sarà confermata, si tratta dello stesso agente virale che aveva causato la famosa ‘spagnola’, l’influenza che ha ucciso più di cento milioni di persone in tutto il mondo subito dopo la prima guerra mondiale. Al tempo la condizione sanitaria della popolazione era più fragile di quella attuale e questo è importante da capire perché si deve ricordare che le malattie, per svilupparsi, richiedono sia la presenza dell’agente infettante, virus o batterio, come uno stato immunitario insufficiente e condizioni ambientali predisponenti, ad esempio il freddo intenso. Per questo il virus oggi dovrebbe a fare meno paura che quasi cent’anni fa, per la migliore situazione sanitaria delle popolazioni in generale.

Perché il virus dai volatili o dai maiali passa all’uomo?

Da un punto di vista scientifico si ammette che i volatili siano il serbatoio di questi virus, i quali passando da animale ad animale possono mutare le loro caratteristiche, cioè diventare più virulenti, cambiare il potere infettante, cioè colpire animali che prima non erano colpiti, ecc..
Il modo con cui avviene la trasformazione è stato studiato a fondo. Passando da animale ad animale trova condizioni immunitarie diverse, le quali interferiscono con la sua struttura genetica e facilitano la modificazione del patrimonio genetico.
È naturale che tali modificazioni siano più facili laddove vi sia una grande concentrazione di animali con caratteristiche immunitarie diverse come può avvenire negli allevamenti industriali, dove gli animali sono sottoposti a stress e a continui trattamenti terapeutici, per cui si generano le condizioni migliori per indurre la trasformazione dell’agente virale.

Il virus, proprio per le sue possibilità di modificarsi, ha elevate capacità di adattarsi ad altri soggetti cioè di colpire altre specie animali, per quello che viene definito il «salto di specie», passando da quella normalmente parassitata ad altre. E questa possibilità è ciò che lo rende più pericoloso per la specie umana.

I suini sono sensibili sia ai virus influenzali umani sia a quelli aviari, è quindi abbastanza comprensibile che siano loro i responsabili del riassorbimento genetico del virus, tale da renderlo patogeno per la specie umana. Questo probabilmente è quanto avvenuto e sta avvenendo in Messico e si sta diffondendo nei vicini Stati Uniti, dal Kansas alla California allo stato di New York come nel Regno Unito e in Nuova Zelanda (il rischio di pandemia quindi è reale ed è anche medio-alto, secondo l’Oms).
Come sempre accade le autorità sanitarie si preoccupano sia per la salute sia di non provocare, come dicono, il ‘panico’ nel mercato che potrebbe mettere a rischio la filiere produttive degli animali da allevamento.

Qual è allora la situazione reale o realistica? …

Il virus H1N1 ha subito una trasformazione, un riassorbimento genetico e ha assunto a capacità di contagiare non solo i suini ma anche gli esseri umani. La trasmissione avviene tramite gli escreti, cioè il catarro bronco polmonare e le feci e non con la carne.
Tramite gli escreti il virus, di cui però non è stato comunicato il potere infettante, cioè quanto virus occorre per trasmettere effettivamente la malattia, può diffondersi e permanere nell’ambiente dal quale per scarsa igiene, per inalazione o per contaminazione degli alimenti può essere introdotto dalle persone che avranno conseguenze diverse proporzionalmente alle loro condizioni di salute. Se gli individui sono immunologicamente deboli saranno colpiti in maniera più grave.

Alcune ulteriori osservazioni sono d’obbligo per chi, come noi, da anni si occupa di salute pubblica, di salute animale, di ecologia e di rispetto della vita animale.
In queste ore dai media ci viene detto che la forma potrebbe trovare giovamento da terapie a base di Tamiflu, di cui raccontiamo la storia completa qui sotto, però è utile conoscere alcune notizie.

Si deve ricordare che il Tamiflu non è stato giudicato a livello scientifico avere grandi poteri contro i virus ciononostante con l’influenza aviare, nei cui confronti non è stata ugualmente accertata la sua utilità, ha conosciuto una fortuna tanto alta e incredibile che ha portato ad esaurire tutte le scorte, fino a quel momento invendute, ed ha garantito profitti di miliardi di euro ai suoi produttori. Tanto grandi che solamente Donald Rumsfield, che possedeva azioni della ditta che per prima aveva sviluppato l’Oseltamivir, il principio attivo del Tamiflu, ha guadagnato un milione di dollari.

Dopo un rallentamento delle vendite di alcuni anni ora la nuova sindrome promette di rinnovare i fasti commerciali del Tamiflu.
Un ulteriore elemento su cui occorrerebbe riflettere è quello interente il problema degli allevamenti intensivi. Come si è detto, sono loro i principali sospettati per indurre la trasformazione dei virus e renderli capaci di saltare le specie!
Una prima conseguenza di ciò è che le pandemie sono sempre più comuni e frequenti perché sostenute da un sistema zootecnico intensivo globale che non si pensa di modificare.

Infatti le autorità sanitarie non si preoccupano minimamente di intervenire per contenerne l’espansione anzi li sostengono anche con contributi pubblici. Però è ugualmente degno di nota che gli allevamenti industriali siano ritenuti una necessità in quanto le richieste dei consumatori e dell’industria di avere sempre maggiori quantità di cibi di origine animale, anche carne di maiali e salumi, richiedono questi sistemi zootecnici industrializzati. È però necessario un altro corollario. È chiaro che i cittadini, le persone devono comprendere che sono anche loro a indurre quei sistemi con la smodata richiesta di carne e che il loro comportamento di fatto genera una delle probabili cause delle pandemie ricorrenti.

Enrico Moriconi

da Il manifesto del 08 03 06:
Il Tamiflu, principio attivo Oseltamivir, viene scoperto nel 1994 dai ricercatori della Gilead Sciences, impresa biofarmaceutica con sede in California. Di casa alla Gilead è il segretario di Stato americano Donald Rumsfeld: ne è stato direttore dal 1988, presidente del consiglio di amministrazione dal 1997 al 2001 e ne è tuttora azionista. Nel 1996 Gilead cede a Roche i diritti di sfruttamento del Tamiflu, in cambio del 10 per cento sul venduto. Il farmaco arriva sul mercato nord-americano e svizzero nel 1999-2000, nella maggiorparte dei paesi europei fra il 2002 e il 2003. Indicazione: influenza stagionale. Fino all’avvento dell’aviaria, il Tamiflu vendeva poco – talmente poco che nei salotti della farmaindustria mondiale si sussurrava che Roche meditasse di ritirarlo dal mercato. Il tiepido successo dell’antivirale non stupiva i farmacologi. I test effettuati prima della commercializzazione indicano, infatti, che Oseltamivir, in gergo tecnico un «inibitore della neuraminidase», agisce sui ceppi «A» e «B» dell’influenza – ceppi che solo un apposito esame può individuare con certezza. Assunto entro 48 ore dalla comparsa dei primi sintomi, Tamiflu può ridurre la durata dell’influenza di un giorno e mezzo. Guadagno modesto, per competere con latte e miele, pezze fredde e aspirina. Per questo, più che una pillola dei miracoli, Tamiflu era considerato un «flop». E Roche, in effetti, non sembrava puntarci particolarmente. Tanto che nel 2005 Gilead ha chiesto – ed ottenuto – la revisione dell’accordo del 1996, pena la decadenza del contratto, perché la multinazionale svizzera svizzera non avrebbe fatto abbastanza per promuovere il farmaco e omesso di versare al partner americano quasi venti milioni di dollari. Gilead riassume: «Roche ha ottenuto l’autorizzazione per il mercato in 64 paesi, ma l’ha portato solo in 21 (…) e non l’ha promosso presso medici, pazienti e autorità sanitarie». Roche nega. Ma paga: nello scorso novembre, il contenzioso è stato dichiarato chiuso con reciproca soddisfazione. E’ un farmaco efficace? Ma perché Roche non avrebbe investito le sue potenti risorse di comunicazione e marketing su questo farmaco? Una risposta sorge spontanea a leggere articoli e ricerche pubblicati dalle riviste specializzate. Sulla questione chiave, ovvero «è un farmaco efficace?», non ci sarebbero sufficienti evidenze scientifiche.

La stroncatura della newsletter svizzera Infomed/Pharmakritik è lancinante: «In base alle conoscenze attuali, non c’è nessun gruppo ben definito di malati di influenza ai quali si possa consigliare un trattamento a base di Oseltamivir». La francese Prescrire è categorica: «A parte gli effetti collaterali, non si capisce cosa aggiunga alla terapia sintomatica tradizionale». Nel febbraio 2006, The Lancet ci mette una pietra sopra. I ricercatori del gruppo Cochrane hanno esaminato 50 studi sull’efficacia del Tamiflu e concludono: «E’ troppo modesta, per consigliarne l’assunzione». Ma se l’effetto sull’influenza sarebbe blando, nessun addetto ai lavori può garantire dell’efficacia del Tamiflu sull’influenza aviaria umana. Anzitutto, perché è un virus che non esiste. Il ceppo attuale non si trasmette fra esseri umani – una manciata di casi sospetti sono stati segnalati in Asia, ma se il virus fosse già mutato, a fronte di 180 milioni di pennuti morti, le vittime umane sarebbero ben più del centinaio scarso registrato fino ad oggi. E soprattutto, spiega da Ginevra il portavoce dell’Oms per l’aviaria, Dick Thompson, è impossibile giurare che il Tamiflu funzioni, perché «non abbiamo dati clinici per affermarlo». La speranza dei governi mondiali è scaturita, invece, dal «pezzo da novanta » della strategia di Roche per collocare Oseltamivir nell’arsenale contro la temuta pandemia. Si tratta di un test di laboratorio, i cui esiti sono stati resi noti nel 2004. Venti topi sono stati infettati con il virus H5N1; i dieci trattati con un altro antivirale sono morti; dei dieci che hanno ricevuto Oseltamivir, due sono sopravvissuti. Esperimento ripetuto in seguito, con analoghi risultati: sui topi in preda all’aviaria, Oseltamivir almeno un poco funzionerebbe. Ma sugli esseri umani? In letteratura sono riportati pochissimi casi di persone affette da influenza aviaria curate col Tamiflu.
Uno studio vietnamita ha analizzato dieci pazienti: dei cinque trattati col Tamiflu, quattro sono morti. Molto citato, uno studio olandese che risale al 2003 – ma il virus era un altro (H7N7) e i risultati sono definiti «inconcludenti». The Lancet nello scorso gennaio ha dato il colpo di grazia: «Non abbiamo trovato nessuna evidenza dell’efficacia degli inibitori della neuraminidase sull’influenza aviaria umana», ha scritto Tom Jefferson del gruppo Cochrane. Le prove dell’efficacia del Tamiflu sono talmente labili da mettere in imbarazzo il portavoce dell’Oms, che dichiara: «È frustrante, ma è la situazione in cui ci troviamo. Il virus ha colpito talmente poche persone al mondo che non abbiamo pazienti su cui testare il Tamiflu». Peggio: nelle scorse settimane alcuni ricercatori giapponesi hanno constatato che, somministrato il farmaco ad alcuni malati di aviaria, questi sviluppavano immediatamente la resistenza al principio attivo – che dunque non funzionava affatto. Dick Thompson ammette che sulla questione non c’è uno speciale programma di coordinamento con gli ospedali asiatici, né ci sono test clinici in corso. D’altronde: «Non sappiamo cosa potrebbe accadere in futuro. Perché se il virus mutasse e si trasmettesse all’uomo, magari non sarebbe più H5N1 – e allora potremmo sperare che altri antivirali potrebbero rivelarsi efficaci». E cosa ce ne faremmo delle tonnellate di Oseltamivir stoccate in giro per il mondo? La risposta degli addetti ai lavori è univoca: nel dubbio, per sicurezza e sperando serva a qualcosa, facciamo riserve. Un farmaco sicuro? La seconda domanda elementare a proposito di farmaci, oltre all’efficacia, è quella della sicurezza. Secondo la Roche, Tamiflu ha pochi e lievi effetti collaterali – fra cui nausea e vomito. Tesi sposata dalle autorità sanitarie e punto forte di tanto nebuloso dubitare: «non siamo sicuri che funzionerà», dicono gli esperti, ma almeno.. non fa male. Ma anche su questo, nella comunità scientifica non c’è consenso.

Prima dell’approvazione da parte delle autorità sanitarie, un farmaco viene testato su poche migliaia di persone e difficilmente emerge un effetto collaterale raro. Il profilo di sicurezza del farmaco si chiarirâ con il passare degli anni, quando milioni di persone lo avranno assunto. Del Tamiflu, giovane e tutt’altro che campione di incassi, la rete mondiale della farmacovigilanza sa dunque poco e niente. Drugdex, una delle banche dati internazionali in materia, alla voce Oseltamivir inanella una sequela di «non testato». Nel dubbio, e nell’attesa di studi clinici puntuali, le autorità e la farmaindustria ostentano ottimismo. Ma è il Giappone, la spina nel fianco: nel paese in cui la pillola d’oro è stata più venduta, il Tamiflu è stato collegato alla morte improvvisa di bambini piccoli. Il presidente dell’istituto di farmacovigilanza giapponese, Rokuro Hama, da due anni lo va ripetendo per congressi e riviste scientifiche. Sul British Medical Journal, Hama sottolinea che i bambini sono deceduti per collasso respiratorio e cita tre studi di laboratorio, dove «la somministrazione di Oseltamivir a cuccioli di topo ne ha provocato la morte per collasso respiratorio».
Proprio sulla scorta di questi studi, non è consentito somministrare il Tamiflu ai bambini che hanno meno di un anno. Molti ricercatori, però, data la carenza di dati clinici, nutrono dubbi anche sulla fascia da 1 a 12 anni. Dal punto di vista delle autorità sanitarie, quello dei bambini è un punto dolente per il motivo opposto. In caso di pandemia, sarebbero la categoria più a rischio. E se il Tamiflu è l’unico rimedio a disposizione, è necessario poterlo dare anche a loro. Per questo, le autorità europee e americane ne hanno recentemente autorizzato l’uso a scopo di profilassi anche su pazienti da 1 a 12 anni. L’altro effetto indesiderato del Tamiflu registrato in Giappone riguarda la psiche: ci sono state alterazioni del comportamento e suicidio in giovanissimi che l’avevano assunto. Secondo Roche, sono dati falsati perché «in presenza di febbre alta, è facile che peggiorino le condizioni psicologiche di un paziente». Ad ogni buon conto, nel maggio 2004 le autorità giapponesi hanno aggiunto alla lista dei possibili effetti collaterali del Tamiflu «disturbi neurologici e psicologici: alterazioni di coscienza, comportamenti anormali e allucinazioni ». Nel novembre 2005 l’Emea, l’autorità europea che vigila sulla sicurezza dei farmaci, dopo avere ricevuto due segnalazioni di suicidio, ha chiesto a Roche di fornirle tutti i dati clinici disponibili sugli effetti a carico della psiche. Intanto, soldi a palate In tanta confusione, una cosa è chiara: il gruppo Hoffmann-La Roche sta facendo soldi a palate. Nel 2005, il fatturato del Tamiflu ha superato il miliardo di euro e la multinazionale ha realizzato una cifra d’affari pari a oltre 22,5 miliardi di euro – il miglior risultato della sua storia. Niente male, per un farmaco la cui efficacia è legata a una serie di «se» e «forse». Nel frattempo, mentre mezzo pianeta implorava di aumentarne la produzione o mollare il brevetto e consentire così la messa a punto di «generici», la farmaindustria svizzera ne alimentava la leggenda. Ricavato dall’anice stellata coltivata in Cina, Tamiflu «ha un processo produttivo articolato in 12 tappe, che richiedono da 6 a 8 mesi di lavorazione e si basano su tecnologie sofisticate». Nell’ottobre 2005, Roche fa sapere che è disposta a negoziare. La pressione di Nazioni Unite e Usa si è fatta sentire – ma è la scelta della strategia di comunicazione che ancora una volta è fenomenale. Roche si dichiara preoccupata per la salute pubblica e dunque pronta a discutere le condizioni di cessione della licenza «a qualunque governo e azienda che ci contatterà». D’altronde, l’Organizzazione Mondiale del Commercio aveva stabilito nel 2001 (e ribadito nel 2003) che in caso di emergenza sanitaria i governi hanno il diritto di copiare i farmaci, a dispetto di qualunque brevetto. Anticipando i tempi, Roche fa un’altra bella figura da Robin Hood – e si garantisce una parte di royalties. Visto il successo della prima donazione, rincara la dose con altri due milioni di trattamenti all’Oms – il relativo comunicato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità recita: «Siamo grati a Roche per la generosa donazione ». La produzione del farmaco, che era di 5,5 milini di dosi all’inizio, è prevista per il 2007 in 300 milioni di dosi. Oltreoceano, anche gli azionisti della Gilead Sciences non se la passano male.
Scrive Fortune (novembre 2005): «Grazie alla paura di una pandemia, le azioni della Gilead sono passate in sei mesi da 35 a 47 dollari. Il capo del Pentagono ci ha guadagnato un milione di dollari».

http://www.enricomoriconi.it/html/index.php

Articolo tratto da www.promiseland.it

ATTIVIAMOCI PER L’ABRUZZO

 

 

Cari amici,

Fratelli di Ares e Bagy unitamente alla LAV e all’ENPA si impegna a raccogliere generi di prima necessità per l’Abruzzo. Abbiamo bisogno di mangime per cani e gatti (sia secco che umido), coperte e sopratutto medicinali di cui vi inviamo la lista. Ci impegneremo non solo per i poveri animali, ma anche per tutte quelle famiglie e bambini rimasti senza niente. Per tanto vi invitiamo a contattarci:

Trieste:

Presso il negozio Swarovsky in via San Lazzaro (chiedere di Nicoletta Nobile)

2-via Cantù 31 previa telefonata a Micha al 334 3615239

Per ritiri Giovanna al 335 1397301

Udine:

OASI SENZA GLUTINE VIALE VENEZIA 122 B ,CODROIPO (UD)

TEL 0432 905093 chiedere di Eleonora

CARNIA Fraz. Salars, Ravascletto (UD) previa telefonata a Micha al 334 3615239

Per ritiri Micha al 334 3615239

Gorizia:

Via San Zanut 14, San Pier d’Isonzo (GO)

Per ritiri Micha al 334 3615239

 

Pordenone:

Rifugio del cane – Villotta di Chions

Per ritiri Aurora al 3357054488

 

 

 

Per le persone:

materassini, sacchi a pelo, brandine da campeggio (entro sabato ore 24:00), coperte, acqua, pasta, pomodori in scatola, biscotti, latte, caffè in polvere, olio, sale, farina, zucchero, detergenti per igiene personale e per pulizia, guanti usa e getta, spugnette per pulizie, pannolini, assorbenti, salviettine, carta igienica, scottex, salviettine disinfettanti materassini, sacchi a pelo, brandine da campeggio, coperte, acqua, pasta, pomodori in scatola, biscotti, latte, caffè in polvere, olio, sale, farina, zucchero, detergenti per igiene personale e per pulizia, guanti usa e getta, spugnette per pulizie, pannolini, assorbenti, salviettine, carta igienica, scottex, salviettine disinfettanti, spazzolini da denti. Vestiti per adulti e bambini (anche usati, l’importante è che abbiano di cosa vestirsi) giocattoli per i bimbi e qualsiasi altra cosa vi venga in mente

– SEGUE –

Lista medicinali:

 

ANTIMICOTICI (Griseofulvina, Imaverol, Itrafungol etc.)

ANTIPARASSITARI ESTERNI (Frontline, Advantix, Exspot, Program, Stronghold etc. preferibilmentein pipette monouso)

VERMIFUGHI (Drontal, Nemex, Vetkelfizina, Milbemax)

ANTIBIOTICI INIETTABILI di ogni tipo (in particolare Rubrocillina, Baytril, Ronaxan e Panacur sospensione) e ANTIBIOTICI IN COMPRESSE (in particolare Stomorgyl, Synulox o Clavulin).

VITAMINE E INTEGRATORI

ANTINFIAMMATORI (in particolare Metacam e Rimadyl)

ANALGESICI (Contramal)

ANTISPASTICI (Buscopan)

GALASTOP

METOCLOPRAMIDE iniettabile (Plasil)

RANITIDINA iniettabile

COLLIRI (Abinac, Tobrex, Brunac, Colbiocin)

CREME (Gentalyn, Canesten, Fitostimoline)

ZOOLOBELIN

FARMACI CONTRO LA ROGNA (Amitraz, Ivermectina e altri)

MATERIALE MEDICO SANITARIO

FILI DA SUTURA (tipo Monosyn, Monocryl, Vycril, Dexxon , Maxon, Safil solo misure 0, 1, 1-0, 2-0)

LAME DA BISTURI misure 20-21-22

SIRINGHE 0,5 ml, 2ml, 2,5 ml, 5 ml, 10 ml, 20 ml

BUTTERFLY, AGHI CANNULA e AGHI PER SIRINGHE DI OGNI DIMENSIONE

GARZE STERILI E NON STERILI

CEROTTI di carta e di stoffa

GUANTI DI LATTICE (sterili e non sterili, misure dal 6 all’8)

COLLARI ELISABETTA (di ogni dimensione)


In un giorno ordinario di un paese in tempo di pace…

Uccelli infilzati arrostiscono nelle vetrine. Corpi smembrati guarniscono gli scaffali. Sui ponti delle barche mucchi di pesci si dimenano impotenti mentre muoiono lentamente di asfissia. Negli allevamenti fetidi si consumano delle povere vite. Si tagliano al vivo e senza anestesia becchi, denti, testicoli. Si ingozzano a viva forza oche per ricavarne foie gras. Ovunque circolano camion pieni di condannati a morte. Sono coloro che saranno sgozzati, sventrati e ridotti in pezzi. Durante questo giorno ordinario, coloro che patiscono paura e sofferenza si contano a milioni. In questo paese in pace, la tortura e la morte sono all’ordine del giorno. Se vuoi protestare contro tutto ciò, vieni al Veggie Pride!

Clicca qui per info sul Veggie Pride:Veggie Pride


Nuova caccia: fucile (facile) a 16 anni, e si spara ai lupi Al Senato, disegno di legge targato centrodestra: vietato proteggere più del 30% del territorio di ogni regione. IL DOCUMENTO e l’analisi articolo per articolo degli esperti ambientalisti

ROMA – Si torna a parlare di caccia. Al Senato, arriva infatti la proposta di legge di Franco Orsi, parlamentare savonese del Pdl. E sono molte le novità: dalla possibilità di iniziare a sparare a 16 anni all’allargamento del carniere e delle modalità di caccia. Più facile poi portare in giro le armi. Ecco i principali cambiamenti. Sparisce- tanto per cominciare- l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna. “Macroscopica incostituzionalità”, spiegano le associazioni a difesa dell’attuale normativa, rispetto all’articolo 117 (secondo comma, lettera s) della Costituzione che assegna allo stato la tutela degli ecosistemi e dunque della fauna. Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione e spariscono le specie superprotette”. Gli animali provenienti da allevamenti, utilizzati per manifestazioni sportive o per l’addestramento dei cani, secondo la nuova proposta di legge, non fanno parte della “fauna” (e diventano implicitamente res nullius, cosa di nessuno). Quanto alle forme di tutela, novità anche in questo senso: vengono esclusi da ogni tipo di protezione il piccione domestico, la nutria, le specie alloctone o esotiche come pappagalli, ermellini, scoiattolo grigio ecc. Catturabili anche le specie in deroga come peppola e frinuguello (si potrà cacciare a peppole e fringuelli anche nei parchi).
Inoltre, il disegno di legge targato centrodestra prevede un ‘cambio di prospettiva’ rispetto al passato: vengono punite, infatti, le regioni che eccedono il 30% di territorio protetto e non quelle che sono ancora sotto il 20%. Le regioni, inoltre, non possono superare il 30% di territorio protetto nemmeno in casi di particolari necessità ambientali.

(Articolo tratto da www.abolizionecaccia.it )

Dedicato a chi crede che le leggi non siano espressione di interessi privati e politico/elettorali

 

 

Comunicato sui recenti fatti di Ragusa
17/03/09

 

In Italia sono 600.000 i cani abbandonati di cui solo un terzo si trova in un canile , di questo un terzo moltissimi sono rinchiusi in canili lager , strutture fatiscenti che violano ogni diritto degli animali.Ma questo e` un grosso affare per chi gestisce questi canili e per le amministrazioni compiacenti . Piu` cani ospita uno di questi lager piu` sono i finanziamenti che riceve che certamente non vanno agli animali , impossibile ovviamente che le amministrazioni e le ASL non vedano tutto questo.Tutti taciono spartendosi il bottino perche´ gli interessi economici di questa forma di zoomafia sono veramente alti.Si stima che attorno al randagismo ci sia un giro d’affari intorno ai 500 milioni di euro in cui sono coinvolti privati che gestiscono le strutture , trafficanti , malavitosi e sopprattutto politici corroti, senza i quali tutto questo non sarrebbe possibille.

E` inevitbile che da queste violenze sugli animali e dal degrado scaturiscano degli incidenti piu` o meno gravi.

E allora scatta la tormenta mediatica: cani pericolosi , lutti cittadini , tutti pronti ad intervenire contro i cani , tutti si svegliano , proposte d’abbattimento , liste nere di cani , leggi approvate sull’onda della psicosi collettiva e ….

L’assurdita` e` che in questi casi la gente sembra riscoprire una paura attavica per gli animali , nessuno si indegna per le condizioni di quei poveri cani o attacca chi come le amministrazioni locali ha lucrato sulla pelle di questi animali , tutti chiedono provvedimenti speciali, tolleranza zero verso le uniche vere vittime , i cani.

A guidare questo teatrino ovviamente ci sono gli stessi politici ed amministratori che hanno lucrato o taciuto sul degrado in cui versavano questi animali.

Lo stesso avviene con gli animali nei circhi e negli zoo: appena si ribellano alle umiliazioni e ingiustizie che subiscono ogni giorno, uccidendo o ferendo i loro carnefici sono abbattuti con gran plauso della gente , nessuno attacca le condizioni innaturali e le torture che subiscono questi animali.

Solo durante questa stagione di caccia sono morte 39 persone e ne sono state ferite 76 ma nessuno si e scandalizzato o ha richiesto leggi piu severe per la caccia, anzi la nuova proposta di legge sulla caccia porta una totale deregolarizzazione dell’attivita` venatoria dando le armi anche ai minorenni . La caccia con le sue vittime di diverse specie non tocca la gente mentre per un bambino ucciso dagli interessi economi sul randagismo scoppia la la caccia alle streghe contro i cani.

La realta` e` che a politici locali e nazionali servono questi incidenti, serve la paura della gente, serve un capro espiatorio per nascondere i reali problemi e imposizioni che subiamo chini ogni giorno.

I telegiornali continuano a bombardarci con le immagini dei cani morsicatori mentre si tace sulle centrali nucleari , sulla devastazione ambientale , sugli interressi economici delle grandi opere del governo e di forti interessi economici.

Noi continueremo a schierarci con i cani e con ogni animale sfruttato, unica vittima e capro espiatorio di questa vicenda.

 

Gruppo un mondo sbagliato

 

 

 

 

 

Chi invade chi?

 

Negli ultimi anni si e` fatto un gran parlare di specie invasive/aliene. Ne hanno parlato tutti:  ecologi, ambientalisti, biologi, amministratori locali, politici nazionali, cacciatori, giornali…

Ma che cos’e` una specie aliena/invasiva?

Con termine alieno  in biologia si intende una specie vivente alloctona (animale, vegetale o fungo) che, per opera dell’uomo si trova ad abitare e colonizzare un habitat diverso dal luogo d’origine.Una specie aliena diventa invasiva solo quando si riproduce allo stato selvatico e le sue popolazioni cominciano ad espandersi.

Il problema reale (quando c’e`) non e` tanto che questi organismi arrivano da altri ambienti, regioni geografiche o continenti. Le migrazioni fanno parte del normale equilibrio degli ecosistemi permettendo spesso la colonizzazione di ambienti vergini (specie pioniere), la ricolonizzazione di ambienti che hanno subito un forte disturbo o semplicemente ne aumentano la biodiversita` specifica e genetica.

Il reale problema e` quello che potremmo definire a-sincronia tra tempi ecologici/biologici e tempi storici/antropici. I tempi storici sono molto piu` veloci di quelli naturali per cui l’ambiente non riesce a metabolizzare i cambiamenti antropici ritrovando un equilibrio. La continua e crescente immissione di specie esotiche puo` dunque causare anche dei gravi problemi all’ecosistema, specie se avviene in ecosistemi gia` fortemente disturbati dalle attivita` antropiche. Un esempio banale e` quello della robinia pseudoacacia, specie nordamericana che ha colonizzato gli ecosistemi europei gia` fortemente devastati dalle attivita` agricole e di espansione urbana, quest’ultima era arrivata in Europa secoli fa come specie ornamentale.

Quali le cause?

Il trasferimento volontario di specie da parte dell’uomo e` sempre legato allo sfruttamento degli animali e degli ecosistemi. Le cause piu` frequenti sono introduzioni per caccia (Es. cinghiale ungherese in Italia, coniglio in Australia), pesca (Es. pesce siluro nel Po), per l’industria della pelliccia (nutria in Italia, visone in diversi paesi europei), per lo sfruttamento alimentare (Es. maiali su alcune isole tropicali), per motivi ornamentali o attrattivi (Es. robinia in tutta l’Europa, l’alga Caulerpa taxifolia sfuggita dall’acquario di Montecarlo), come animali da compagnia (scoiattolo grigio nel Nord Italia o tartarughe dalle orecchie rosse in quasi tutta l’Europa). Ci possono ache essere cause involontarie dovute alle attivita` umane, come il traffico di merci (Es. alghe tossiche arrivate nell’Adriatico con le acque di zavorra delle navi) o cause globali come i cambiamenti climatici causati dall’uomo, che stanno portando e porteranno sempre piu` alla migrazione di molte specie. Questi sono solo alcuni esempi, le cause e gli effetti di questo fenomento sono destinati a crescere come conseguenza della globalizzazione.

I rischi?

Il pericolo e` che queste nuove specie mettano a rischio la stabilita` degli ecosistemi in cui sono introdotte diminuendone la biodiversita`. Questo puo` avvenire perche´ nel nuovo habitat non ci sono predatori in grado di controllare il nuovo organismo o perche´ gli organismi autoctoni non sono in grado di sostenere la pressione predatoria della nuova specie, non essendosi evoluti nel medesimo ecosistema. Ci possono essere problemi di competizione con specie indigene che ricoprono nicchie ecologiche simili. Nel caso di introduzione di specie o sottospecie simili a quelle autoctone potremmo avere casi di imbreeding o outbreeding che diminuiscono la vitalita` e la fitness della popolazione della specie originaria. Anche la trasmissione di nuove patologie, a cui solo la specie aliena e` resistente possono portare alla perdita della popolazione autoctona. Questi effetti non avvengono ogni qualvolta viene introdotta una nuova specie ma sono piu` probabili quando l’ambiente di introduzione e` fragile ed isolato (Es. un isola) o quando e` gia` disturbato da attivita` antropiche. Purtroppo molte volte questo si e` concretizzato con la perdita o la riduzione delle specie indigene. Oggi le specie invasive sono considerate una delle principali minacce alla biodiversita`, dopo la distruzione degli habitat e lo sfruttamento degli ecosistemi.

Cosa fare, quali soluzioni?

L’unica soluzione reale e` porre fine alle modifiche antropiche degli ecosistemi e allo sfruttamento degli annimali prevenendo cosi` questo fenomeno. Noi crediamo realmente che l’introduzione da parte dell’uomo di specie alloctone sia un rischio per gli ecosistemi ma non crediamo a nessuna delle soluzioni proposte da amministratori e pseudoscienziati che non tengono conto di una visione olistica e reale del fenomeno ma si limitano ad una demagogica «caccia alle streghe».

Ma perche´ allora si parla cosi tanto di questo fenomeno mentre si tace su ben piu` gravi e certi disastri ambientali?

I motivi sono diversi come gli interessi che celano. Per i cacciatori queste specie sono vittime a buon mercato che nessuno difenderebbe, permettendo anche quella retorica immagine del cacciatore come selezionatore e tutore dell’equilibrio degli ecosistemi che si tenta di sdoganare negli ultimi anni. Una doppietta non avra` mai niente a che fare con la selezione naturale, processo molto complesso in cui preda e predatore sono in equilibrio e i cui carratteri selezionati a vicenda si modificano continuamente in risposta all’ecosistema. Sulla selezione non naturale da parte dell’uomo vi segnaliamo questo articolo: http://www.pikaia.eu/easyne2/LYT.aspx?IDLYT=283&Code=Pikaia&ST=SQL&SQL=ID_Documento=4364&CSS=Dettaglio

A molti politici ma anche scienziati la battaglia contro le specie invasive permette di mostrarsi decisi e forti nell’affrontare i problemi ambientali. Quando si tratta di eliminare piccoli animali indifesi sono tutti pronti, ma taciono di fronte alle continue devastazioni ambientali come TAV, centrali nucleari, inquinamento industriale e in generale al nostro stesso sistema di sviluppo perche´ questo li porterebbe a scontrarsi con i poteri forti (economici e politici) a cui buona parte degli «esperti scienziati» sono sempre pronti a prostituirsi intellettualmente, magari nascondendosi dietro alla falsa neutralita` della scienza.

Nell’ultimo periodo la retorica contro le specie alloctone si e` caricata anche di un velato nazionalismo, si potrebbe quasi parlare di xenofobia verso alcuni animali ormai capri espiatori per tutti i problemi ambientali, come la nutria. Questa demagogia la troviamo spesso in alcuni discorsi che ci parlano di patrimonio faunistico nazionale minacciato dalle specie aliene, negli stessi discorsi ovviamente non si mette mai in dubbio la caccia e la pesca, reale minaccia per la biodiversita` globale e spesso principale causa dell’introduzione massiccia di specie alloctone (vedi articolo LAC : http://www.abolizionecaccia.it/index.php?id=202&tx_ttnews%5Btt_news%5D=2343&tx_ttnews%5BbackPid%5D=8&cHash=0a2a4e5ed9).

In alcuni casi il fenomeno delle specie aliene, che come abbiamo gia` sottolineato e` causato dalle piu` diverse forme di sfruttamento degli animali, viene invece usato per diffamare il movimento animalista radicale e le liberazioni di animali rinchiusi in dei veri e propri lager. In alcuni casi sono proprio delle associazioni ambientaliste riformiste a muovere queste squallide ed infondate accuse. Spesso si legge che le nutrie si trovano in Italia a causa di azioni di ecoterrorismo, mentre in realta` con il fallimento degli allevamenti di pelliccia di nutria, gli animali superstiti sono stati liberati dai padroni di questi lager per evitare ulteriori costi.

Assodato che l’introduzione antropica di specie alloctone puo` essere in alcuni casi una minaccia alla biodiversita`, riportiamo ora il discorso sulle specie invasive nella realta` guardando anche il contesto che ci circonda purtroppo, ogni giorno.

Un caso emblematico e rappresentativo di «crimnalizzazione» di una specie alloctona e` quello della nutria (Myocastor coypus).

Per esempio, la nutria e` accusata di provocare danni agli argini dei fiumi con le sue tane. In realta` la nutria scava delle tane non molto profonde (circa tre metri), percio` e` impossibile che causi dei veri e propri danni agli argini. I veri danni che mettono a rischio la sicurezza di tutti in caso di piene sono quelli causati dalla gestione umana dei corsi d’acqua. Negli anni l’uomo ha reso sempre piu` fiumi lineari eliminando tutte quelle insenature che diminuiscono naturalmente l’energia dell’acqua che scende lungo il corso fluviale, lo stesso avviene quando viene eliminata la vegetazione spontanea che cresce sulle rive e sugli argini aumentando cosi anche l’erosione di quest’ultimi in caso di alluvioni. E` ridicolo accusare le piccolissime gallerie delle nutrie di danni idrologici, MAI PROVATI, mentre nel Muggello la linea dell’alta velocita` con i suoi 74 Km di gallerie ha devastato l’assetto idrogeologico della regione, intercettando e prosciugando falde acquifere, pozzi e diversi torrenti (spariti o quasi 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d’acqua), IL TUTTO E` PROVATO (anche da un processo con tanto di condanne per i danni ambientali). Ovviamente il copione e` destinato a ripetersi in Friuli Venezia Giulia, se si realizzera` la linea ad alta velocita` Venezia/Divaccia vista la complessita` e fragilita` idrologica di questa regione, che sarrebbe probabilmente attraversata da 50 Km di galleria in territorio carsico. Ma il pericolo sono le gallerie delle nutrie per gli amministratori locali e i politici nazionali, forse sara` perche´ le gallerie delle nutrie non costano 96,4 milioni di euro per Km ai cittadini italiani (dato riferito alla Bologna/Firenze) o magari qualcuno potrebbe pensare malevolmente che sia perche´ le nutrie non hanno amici politici corrotti che gli forniscono appalti pubblici in cambio di tangenti.

Per saperne di piu` su questo bellissimo animale vi consigliamo il sito: http://nutria-myocastor.blogspot.com

Ma allora cosa si fa di concreto per evitare che arrivino queste specie alloctone, almeno quando possibile?

Assolutamente niente, non si vieta l’importazione di animali esotici strappati ai loro ambienti naturali, non si chiudono gli allevamenti di animali da pelliccia, gli zoo, gli acquari; non si vietano le introduzioni per caccia e pesca. E non si fara` mai niente di concreto, come la prevenzione dell’arrivo di nuove specie, perche´ lo sfruttamento di queste ultime ha enormi interessi economici. Le stesse regioni che danno l’ordine di assassinare le nutrie introducono o vorrebbero introdurre pesci esotici per divertire sadici pescatori, questo avviene in Veneto per esempio.

La falsita` ed inconcretezza delle leggi in materia e` evidente nel caso della tartaruga americana Trachemys scripta elegans, conosciuta come tartaruga dalle orechie rosse, diventata una specie aliena in tutta Europa a causa dei continui abbandoni. Oggi la vendita della sottospecie Trachemys scripta elegans e` stata vietata ma e` liberamente vendibile la sottospecie Trachemys scripta scripta, conosciuta anche come tartauga dalle orecchie gialle, sempre originaria dell’America. Oggi nei negozi e sulle squallide bancarelle delle fiere, le tartarughe dalle orecchie rosse sono state sostituite da quelle dalle orecchie gialle e allo stesso modo sono destinate ad essere abbandonate nei corsi d’acqua europei per poi diventare specie aliene. Non si capisce perche´ non dovrebbe capitare anche con queste, come e` capitato con le precedenti conspecifiche.

Questa legge, come tutte le leggi, ha un intento solo di facciata per non toccare i traffici e gli sfruttatori che si celano dietro al fenomeno delle specie invasive.

Tutto questo mentre le popolazioni di Trachemys negli habitat naturali sono sempre piu` depauperate.

Cio` che oggi invade la vita di tutti noi in ogni attimo, umiliando le nostre stesse esistenze, non sono specie animali o vegetali di altri continenti ma tutte quelle forme di sfruttamento degli ecosistemi, mosse da un sistema di sviluppo suicida che ci allontana dalla natura. L’unica vera specie invasiva e` l’homo sapiens che si e` allontanato dall’equilibrio naturale addomesticando piante ed animali.

 

TUTTI GLI ESERCITI CONTRO DI NOI NOI CONTRO TUTTI GLI ESERCITI

Io penso che gli uomini saranno uccisi e torturati fino a quando gli animali saranno uccisi e torturati e che fino allora ci saranno guerre, poiché l’addestramento e il perfezionamento dell’uccidere deve essere fatto moralmente e tecnicamente su esseri piccoli. Penso che ci saranno prigioni finché gli animali saranno tenuti in gabbia. Poiché per tenere in gabbia i prigionieri bisogna addestrarsi e perfezionarsi moralmente e tecnicamente su piccoli esseri.
Edgar Kupfer-Koberwitz

Questo breve aforisma descrive fin troppo bene l’addestramento del esercito boliviano con l’utilizo di cani .Per trasformare le reclute in sadici assasini requisito fondamentale di ogni soldato nei campi d’addestramento vengono barbaramente torturati e uccisi dei cani.L’obbiettivo e quello di creare spietati mostri insensibili ed incapaci di provare una qualsiasi forma di empatia.La vita del cane viene privata di ogni valore , discriminata come dovra essere fatto con quella del nemico trovando piacere nella sofferenza del altro e non pieta o dolore.

Questo link vi permette di trovare ulteriori informazioni e visionare il filmato sugli addestramenti del esercito boliviano : http://getactive.peta.org/campaign/bolivia_military?rk=t1fkJSSaiS_7W

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Vogliamo un universita luogo di cultura non di tortura

 

No allo stabulrio all’ universita di Trieste

 

Nell’ambito dell’Universita  degli Studi di Trieste vi è anche uno Stabulario, cioé un allevamento di animali da laboratorio destinati alle sperimentazioni in vivo, che opera su autorizzazione del Comune e del Ministero della Salute anche come stabilimento utilizzatore degli animali per esperimenti autorizzati dal Ministero o su semplice autocertificazione.
Lo stabulario di Trieste, che é dotato anche di sale di sperimentazione e sala operatoria, alleva ed usa  anfibi, polli (pulcini), topi, ratti, cavie e conigli e opossum

Dal 2004 l’Università di Trieste è inoltre membro fondatore di un Centro Interuniversitario per la Sperimentazione Animale che comprende anche Padova e Verona, dove ha sede un centro ricerche della multinazionale farmaceutica Glaxo che risulta autorizzato all’utilizzo di cani, gatti e scimmie.
Gli animali che non muoiono negli esperimenti vengono uccisi per fine studio, espianto di organi, malattia, o per semplice soprannumero, tramite asfissia con anidride carbonica, torsione del collo, decapitazione, eutanasia chimica.

La fatiscenza dello Stabulario dell’Università è comunque tale che nel 2000 e 2006 vi si sono dovute realizzare opere urgenti di messa in sicurezza, e gli animali già reclusi e destinati a sorte atroce vi sono tenuti in condizioni di sovraffollamento dichiarate ai limiti della chiusura, con problemi di igiene tali che nel 2007 sono costati ben 50.000 euro.
L’Università prevede  la demolizione, la ricostruzione e l?ampliamento dello Stabulario per una spesa totale di 950.000 euro (circa 1.900 milioni di vecchie lire) di fondi regionali e ministeriali, in due lotti di lavori: il primo, di circa 460.000 euro, risulta finanziato, mentre al secondo la Regione Friuli Venezia Giulia ha già destinato 386.000 euro, ed altri 72.000 dovrebbero venire dal Ministero.Mentre mancano fondi per le piu elementari necessita della didattica : le strutture sono fatiscenti , non ci sono fondi per il materiale bibliotecario sempre piu ridotto , i riscaldamenti non funzionano e …..

Invece di sviluppare metodi alternativi alla sperimentazione animale come previsto anche dalle linee guida del comitato etico d’ateneo l’universita di Trieste costruisce un nuovo lager per animali.Tutto questo per gli enormi interessi economici che gravitano attorno alla sperimentazione animale

L’ampliamento dello stabulario e anche figlio di una retoriche che vuole presentare l’Universita di trieste e le strutture scentifiche che gravitano attorno a questa come baluardi della ricerca scentifica.

Ricerca vista come bene assolutoe  in quanto neutrale  superiore alle considerazioni etiche e politiche

Mentre la scenza e le ricerche scentifiche come ogni altra forma di produzione  umana e sogetta ad interessi economici e politici , parlare di ricerca scentifica come  di qualcosa di neutrale votato solo al bene del umanita e pura falsita o nella migliore delle ipotesi un segno d’ignoranza ed ingenuita.

Non vogliamo sprecare ulteriori parole contro la crudele pratica della sperimentazione animale , la rete e testi molto autorevoli forniscono un ampia argomentazione in materia .

Vogliamo solo mostrarvi un filmto che mostra tutta la crudelta della sperimentazione animale

Scarica il filmato da queso indirizo internet : www2.units.it/~cspa/stabulario/?file=apps.inc

Clicca sulla scritta mouse bleeding” sottolineata in blu.

La crudelta e l’orrore di questo filmato sono ulteriormente amplificate dal fatto che queste immagini non sono state rubate da qualche animalista infiltrato  come  spesso avviene in questi casi , al contrario il filmato che vedrete si trova nella pagina dedicata allo stabulario del sito web del universita di Trieste.

Il video vuole publicizare l’attivita dello stabulario , farne una dimostrazione di prestigio per l’universita , mostrando una totale apatia verso la soferenza di un essere indifeso.

I vivisettori sono talmente privi di coscenza etica  e sicuri del loro operato che non pensano nemmeno per un attimo  che queste immagini possono solo suscitare orrore e disgusto nei visitatori del sito!

Non ci sono parole per descrivere la fredeza e la crudelta di queste immagini.

Mostriamo il nostro disgusto scrivendo al rettore (rettore@units.it) e al ufficio relazioni con il publico del universita di trieste (urp@units.it) per chiedere il blocco del progetto del nuovo stabulario e la fine della sperimentazione animale all’ interno del universita!

Nelle e-mail non siate offensivi ma mostrate cortesemente la vostra opposizione alla vivisezione

L’universita e molto attenta alla propria immagine publica   , se sveliamo cosa si cela dietro a questa candida facciato il progetto dello stbulario potrebbe trovre seri problemi

Lo stabulario macchia  di sangue l’immagine del universita di Trieste

 


2 Risposte to “Antispecismo-Liberazione animale”

  1. bisogna fare più pubblicità possibile contro le pellicce se vogliamo fermare questo mercato, ha te che stai leggendo : prlane con i tuoi amici vai su facebook e fai girare pagine contro il mercato delle pellicce …………molti se ne fregano ma molti nonsanno e continuano a comprare articoli con inserti in pelo !!!
    FERMIAMOLI INSIEME PARLANE FACENDO CAPIRE COSA C’è DIETRO A QUESTO SCHIFO DI MERCATO ,….. CANI E GATTI…………. SCUIATI VIVI E MESSI SUL MERCATO CON ……..ETICHETTE EQUIVOCHE….!!!!!!

  2. ottimo post……e ricordate di cambiare lo spazzolino ogni 2 mesi ;-)

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